Cresce il costo delle stanze rispetto a 4 anni fa (anche più del 70% in alcune zone). La città più cara? Milano

Affitti universitari: quanto sono aumentati i prezzi delle stanze rispetto al 2021?

Com’è cambiato il costo medio di una stanza in affitto nelle principali città universitarie italiane rispetto a quattro anni fa? E come si confronta questa crescita con quella di monolocali, bilocali e trilocali? Questo il tema al centro dell’ultima indagine di Immobiliare.it Insights – la proptech del gruppo Immobiliare.it specializzata in analisi di mercato e data intelligence.

Dallo studio emerge chiaramente un dato: le stanze singole sono oggi molto più care rispetto al 2021, e la loro crescita di prezzo è stata in molti casi più marcata rispetto a quella delle abitazioni tradizionali.

“Negli ultimi anni le stanze sono diventate una soluzione abitativa sempre più ricercata. L’offerta, però, non ha tenuto il passo con la domanda, e questo ha determinato un forte aumento dei prezzi in tutte le città analizzate”, spiega Antonio Intini, CEO di Immobiliare.it Insights.

Vediamo allora dove si sono registrati gli aumenti più consistenti e qual è la città in cui affittare una stanza costa di più.


I rincari nei mega atenei statali

Secondo il CENSIS 2024/2025, rientrano tra i mega atenei statali (oltre 40.000 iscritti):

Analizzando le città che li ospitano, emerge che:

Altri dati significativi:


Gli altri grandi atenei statali

L’indagine ha coinvolto anche altre città con grandi atenei, tra cui:


Queste città non ospitano solo università, ma anche poli economici e culturali che attraggono lavoratori, spesso giovani e precari. Questo contribuisce ad alimentare la forte domanda di stanze in affitto, spinte da una crescente necessità di soluzioni abitative flessibili e temporanee.

“Oltre agli studenti, sempre più lavoratori scelgono la convivenza come opzione temporanea, contribuendo all’aumento della domanda e quindi dei prezzi”, conclude Antonio Intini.

Chi vive da solo nelle grandi città italiane non può permettersi un bilocale in affitto

Affittare un bilocale: quanto è sostenibile per single e coppie?

L’ultima analisi di Immobiliare.it Insights – la società del gruppo Immobiliare.it specializzata in dati e ricerche – si è concentrata sull’accessibilità economica degli affitti nelle principali città italiane. Lo studio ha confrontato il canone medio richiesto per un bilocale con il budget ideale destinabile all’affitto, fissato al 30% del reddito netto mensile, sia per i single che per le coppie.

La ricerca ha coinvolto 12 grandi città: Milano, Roma, Bologna, Firenze, Napoli, Torino, Genova, Verona, Venezia, Catania, Palermo e Bari.

Single in affitto: dove costa di più vivere da soli?

Firenze si conferma anche quest’anno la città meno accessibile per chi vive da solo: solo lo 0,3% degli annunci rientra nel budget ideale di 530€, a fronte di un canone medio di 1.113€/mese. Un divario del 110%, che supera persino Milano.

Nel capoluogo lombardo il canone medio per un bilocale è di 1.243€/mese, contro un budget destinabile di 700€. Solo lo 0,7% dell’offerta risulta accessibile. Seguono Roma e Napoli, entrambe con una discrepanza del 76% circa tra affitto richiesto e budget disponibile:

Secondo Antonio Intini, CEO di Immobiliare.it Insights, “nei primi mesi del 2025 i canoni di locazione sono cresciuti del 5,8% nelle grandi città rispetto allo stesso periodo del 2024”, spingendo molti single verso soluzioni alternative come gli hinterland o l’acquisto, incentivato dal calo dei tassi BCE.

Le altre città: differenze e accessibilità

Dove affittare è più facile per i single?

Le città più accessibili per chi vive da solo sono:

Bilocale in affitto: la situazione per le coppie

Per le coppie, il quadro è più favorevole rispetto all’anno scorso. Solo Firenze rimane fuori portata, con un canone medio di 1.113€/mese e un budget allocabile in due di 955€.

Le città dove l’affitto è più sostenibile per una coppia sono:

In altre città, la distanza tra canone richiesto e budget coppia si è ridotta:

Come inserire le spese condominiali nel 730/2025: istruzioni e detrazioni

Chi vive in condominio lo sa: le spese straordinarie rappresentano spesso una voce consistente del bilancio annuale. Fortunatamente, la normativa fiscale italiana consente di detrarre alcune di queste spese nella dichiarazione dei redditi, riducendo così l’imposta da versare. Con il modello 730/2025, riferito all’anno d’imposta 2024, è possibile accedere a diverse agevolazioni fiscali legate agli interventi sulle parti comuni. Scopriamo insieme quali.


Quali spese condominiali si possono detrarre?

Non tutte le spese condominiali sono detraibili. Tuttavia, quelle straordinarie sostenute per lavori sulle parti comuni possono rientrare tra le agevolazioni previste. Ecco gli interventi più comuni:

Per usufruire delle detrazioni, le spese devono essere effettivamente sostenute e adeguatamente documentate.


Detrazione per ristrutturazioni e sicurezza

Gli interventi di ristrutturazione sulle parti comuni danno diritto a una detrazione del 50% su un massimo di 96.000 euro per unità abitativa. Sono inclusi:

Rientrano inoltre gli interventi per aumentare la sicurezza, come:

Anche queste spese godono della detrazione del 50%, sotto il cosiddetto “bonus sicurezza”.


Ecobonus: risparmio energetico

L’Ecobonus premia gli interventi per migliorare l’efficienza energetica con detrazioni tra il 50% e il 65%, a seconda del tipo di lavoro:


Sismabonus: migliorare la sicurezza antisismica

Il Sismabonus consente una detrazione tra il 50% e l’80%, in base al miglioramento della classe di rischio sismico:

Per i condomini, le aliquote salgono al 75% e 85%. Il tetto massimo di spesa è di 96.000 euro per unità abitativa all’anno, da ripartire in dieci rate annuali.

⚠️ Attenzione: a partire dal 2025, le aliquote del Sismabonus verranno ridotte al:


Bonus verde: cura del verde condominiale

Il Bonus verde prevede una detrazione del 36% su un massimo di 5.000 euro per unità abitativa per:

Nota bene: secondo la Legge di Bilancio 2025, il Bonus verde non sarà rinnovato e scadrà il 31 dicembre 2024.


Pulizie e manutenzioni ordinarie: sono detraibili?

No. Le spese condominiali ordinarie – come pulizie, elettricità delle scale, manutenzione dell’ascensore – non sono detraibili. Non rientrano tra le agevolazioni fiscali in quanto non contribuiscono né al miglioramento strutturale né all’efficienza energetica dell’immobile.

Fanno eccezione solo se rientrano all’interno di interventi più ampi, ad esempio una ristrutturazione complessiva.


Come ottenere le detrazioni nel modello 730/2025

Per beneficiare delle detrazioni, l’amministratore condominiale deve:

Il contribuente dovrà conservare:

Per i condomini minimi (senza amministratore), ogni condomino deve conservare i propri documenti e indicare la quota spettante nel 730.


Dove inserire le spese nel 730

Le spese condominiali detraibili vanno inserite nel modello 730/2025, quadro E, sezione III, righi E41-E43.

Se si usa il Modello Redditi PF 2025, i righi sono RP41-RP47.

Nella colonna 3 va indicato il codice fiscale del condomino che ha effettuato il bonifico. Se ogni condomino ha pagato la propria quota, va inserito il proprio codice fiscale.