Il mercato immobiliare italiano della compravendita continua a mostrare dinamiche complesse anche nel terzo trimestre del 2025. Secondo l’ultimo Osservatorio Immobiliare di Immobiliare.it Insights, il quadro generale è caratterizzato da una domanda ancora sostenuta, un’offerta rigida e forti differenze territoriali che incidono su prezzi, tempi di vendita e accessibilità.
Nel periodo luglio-settembre 2025 la domanda di immobili in vendita si mantiene elevata, mentre l’offerta registra una lieve flessione rispetto al trimestre precedente (circa -1,3%). Questa combinazione contribuisce a rendere il mercato meno fluido, con una maggiore rigidità nelle trattative e una quota crescente di annunci che subiscono ribassi di prezzo per favorire la conclusione delle vendite.
I principali indicatori di dinamica di mercato, come il tasso di assorbimento e il numero di annunci ritirati, risultano in calo. Questo segnala una difficoltà strutturale nello smaltimento dello stock disponibile, soprattutto in alcune aree del Paese.
I prezzi medi di vendita continuano a salire, seppur con ritmi più contenuti rispetto agli anni precedenti. Il prezzo unitario medio si attesta intorno ai 2.114 euro al metro quadro, con un incremento di oltre l’11% rispetto ai livelli pre-pandemici. Crescono leggermente anche la superficie media degli immobili e il prezzo medio complessivo, che si avvicina ai 255.000 euro.
Sul fronte dell’accessibilità si registra un lieve miglioramento, favorito da tassi di interesse relativamente stabili e da una crescita dei prezzi non eccessiva. Questo effetto positivo riguarda sia i nuclei monoreddito sia le famiglie con due redditi.
Un ruolo sempre più rilevante è giocato dall’efficienza energetica: gli immobili in classi medio-alte mostrano aumenti di prezzo più marcati rispetto a quelli in classi basse. Il differenziale di prezzo tra immobili efficienti e non efficienti supera ormai il 50%, confermando il valore strategico della qualità energetica.
Il mercato della vendita presenta forti squilibri territoriali:
Guardando ai livelli pre-Covid, il Nord evidenzia aumenti dei prezzi superiori al 20%, mentre nel Sud i valori risultano sostanzialmente stabili o in lieve flessione.
Nei principali centri urbani italiani emergono dinamiche differenziate. Città come Firenze, Roma e Verona registrano gli incrementi percentuali più significativi dei prezzi di vendita. Milano rimane la città più cara, con valori medi superiori ai 5.500 euro al metro quadro, ma con una crescita più moderata rispetto ad altri grandi capoluoghi.
Nelle grandi città l’offerta tende a ridursi, in particolare a Roma, Torino e Venezia. I tempi di vendita sono generalmente inferiori alla media nazionale, con Milano che si conferma il mercato più rapido.
Secondo le previsioni di Immobiliare.it Insights, nei prossimi dodici mesi il prezzo medio delle abitazioni in Italia potrebbe crescere di circa l’1,5%. Alcune città, come Venezia, Firenze e Bologna, potrebbero registrare aumenti superiori alla media, mentre in altri contesti urbani la crescita dovrebbe rimanere più contenuta.
Il mercato della vendita immobiliare in Italia nel terzo trimestre del 2025 si conferma dinamico ma complesso. La domanda resta elevata, l’offerta rigida e i divari territoriali continuano a influenzare in modo significativo prezzi e tempi di vendita. Se da un lato l’accessibilità mostra segnali di lieve miglioramento, dall’altro le differenze tra aree geografiche e la qualità degli immobili diventano sempre più determinanti. In questo scenario, una corretta valutazione del contesto locale è fondamentale sia per chi vende sia per chi acquista.